The other direct source is Spatuzza's testimony during trials which are public and can be found on internet, such as his deposition yesterday.
As for the context of his assertion that the historical targets were indicated by Dell'Utri and Berlusconi, this was due to the novelty of the mission: Spatuzza affirms- as other mafiosi have done in the past- that the mafia was not accustomed to indiscriminate bombing that caused the deaths of innocents. It is not part of their logic, according to Spatuzza (I however see it as a possible outcome of their historical collusion with fascist terrorists and golpisti) all the more so outside their traditional territory.
The bombings in Milan, Rome, Florence, etc. were ordered since the mafia bosses allegedly didn't know what to bomb. The bombings were anomalous in the context of mafia strategy. Why were certain monuments chosen and why were they committed in zones where the mafia was not present on the territory? It had a political end just as the fascist bombings in the sixties: terrorize the population into accepting extreme repressive measures or orient opinion towards the law and order rightwing.
Spatuzza affirms that they were massacres on commission. Fortunately, the last one didn't go off due to a dysfunction of the device: A bomb was to go off in the Olimpic stadium in Rome during a soccer match. Spatuzza had placed the charge where the carabinieri keep their bus transport.
In Spatuzza's declarations to the court in Turin on December 4th, he confirmed his depositions to Florentine investigators on June 18th, 2009. Those depostions contain a detailed reconstruction of the bombings, according to Spatuzza. La Repubblica published at least three recent articles that discuss the contents of this deposition, as well as other depositions by mafia members called into cause by Spatuzza:
"Ho un patto con Berlusconi Questo mi rivelò il boss" by Francesco Viviano on November 21, 2009;
Un altro pentito accusa Berlusconi "Ebbe un ruolo nelle stragi del '93" by Francesco Viviano on November 24, 2009;
Mafia, perché i pentiti accusano Berlusconi by Attilio Bolzoni and Giuseppe D'Avanzo on November 27, 2009.
The most important passages in the deposition that have been published are:
Spatuzza dice ai pm Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi della Dda di Firenze: "Ritengo di poter escludere categoricamente, conoscendoli assai bene (i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano ndr) che i Graviano si siano mossi nei confronti di Berlusconi e Dell'Utri attraverso altre persone. Non prendo in considerazione la possibilità che Graviano abbia stretto un patto politico con costoro senza averci parlato personalmente". Spatuzza era il braccio destro dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano (entrambi in carcere con ergastoli per stragi e omicidi tra i quali quello del sacerdote Don Pino Puglisi e del figlioletto del pentito Di Matteo). Quando Giuseppe Graviano gli rivelò il "patto" che sarebbe stato stretto con Berlusconi, si trovava a Roma per preparare il fallito attentato allo Stadio Olimpico per uccidere decine di carabinieri. Il pentito parla quindi dall'alto dei suoi rapporti privilegiati con i boss e ai pm fiorentini aggiunge: "Non posso sapere quale fosse il proposito che Berlusconi e Dell'Utri avessero in mente stringendo questo patto. La mia esperienza di queste vicende, ma è una mia deduzione, è che costoro (Berlusconi e Dell'Utri ndr) che in primo momento hanno fatto fare le stragi a Cosa Nostra, si volevano poi accreditare all'esterno come coloro che erano stati in grado di farle cessare. E quando poi li vedo scendere in politica, partecipando alle elezioni e vincendole, capisco che sono loro direttamente quelli su cui noi (Cosa Nostra-ndr) abbiamo puntato tutto".
Spatuzza era il braccio destro dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano (entrambi in carcere con ergastoli per stragi e omicidi tra i quali quello del sacerdote Don Pino Puglisi e del figlioletto del pentito Di Matteo). Quando Giuseppe Graviano gli rivelò il "patto" che sarebbe stato stretto con Berlusconi, si trovava a Roma per preparare il fallito attentato allo Stadio Olimpico per uccidere decine di carabinieri.
Il pentito parla quindi dall'alto dei suoi rapporti privilegiati con i boss e ai pm fiorentini aggiunge: "Non posso sapere quale fosse il proposito che Berlusconi e Dell'Utri avessero in mente stringendo questo patto. La mia esperienza di queste vicende, ma è una mia deduzione, è che costoro (Berlusconi e Dell'Utri ndr) che in primo momento hanno fatto fare le stragi a Cosa Nostra, si volevano poi accreditare all'esterno come coloro che erano stati in grado di farle cessare. E quando poi li vedo scendere in politica, partecipando alle elezioni e vincendole, capisco che sono loro direttamente quelli su cui noi (Cosa Nostra-ndr) abbiamo puntato tutto".
In Viviano's second article he discusses the depositions of Pietro Romeo:
L'interrogatorio di Romeo è del 30 settembre scorso ed era stato già sentito dai pm fiorentini nel giugno del '96. Allora Berlusconi e Dell'Utri erano finiti nel registro degli indagati. L'indagine fu poi archiviata, ma adesso è stata riaperta proprio sulla base delle dichiarazioni di Spatuzza e delle ultime precisazioni di Pietro Romeo. "Spatuzza vi ha fatto il nome di Berlusconi, cioè qual è il motivo, il movente suo per fare questi attentati? Ne avete parlato? Giuliano (altro componente del commando stragista ndr) glielo ha detto?" chiedono i magistrati a Romeo. Ed il pentito conferma le precedenti dichiarazioni ed aggiunge: "Ricordo che Spatuzza rispose a Giuliano che il politico era Berlusconi. Non si trattava di una battuta. Stavamo parlando di armi in quel momento e di altri argomenti seri. Giuliano chiese se il politico dietro alle stragi fosse Andreotti o Berlusconi e Spatuzza rispose Berlusconi. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di far togliere il 41 bis. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo esecutori". Pietro Romeo conferma di avere appreso da Spatuzza e dagli altri artificieri della sua cosca che le stragi "venivano fatte per il 41 bis e che c'era un politico di Milano che aveva detto a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe. "Giuseppe Graviano - afferma Romeo sempre per averlo appreso dai suoi complici - aveva fatto questi discorsi, che si doveva fare attentati con bombe perché lo aveva detto un politico di farle. Il politico diceva di fare questi attentati a cose di valore storico artistico". E sempre stando a quanto aveva appreso da altri mafiosi e dallo stesso Gaspare Spatuzza, Romeo aggiunge che "era Giuseppe Graviano che andava a trovare il politico con il quale aveva i contatti". Adesso Pietro Romeo e Gaspare Spatuzza saranno interrogati anche dai magistrati delle Procure di Palermo e Caltanissetta che indagano sulle stragi e sulla "trattativa". Spatuzza sarà sentito, per la prima volta, pubblicamente, il 4 dicembre prossimo a Torino nel processo a Marcello Dell'Utri.
Pietro Romeo conferma di avere appreso da Spatuzza e dagli altri artificieri della sua cosca che le stragi "venivano fatte per il 41 bis e che c'era un politico di Milano che aveva detto a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe. "Giuseppe Graviano - afferma Romeo sempre per averlo appreso dai suoi complici - aveva fatto questi discorsi, che si doveva fare attentati con bombe perché lo aveva detto un politico di farle. Il politico diceva di fare questi attentati a cose di valore storico artistico". E sempre stando a quanto aveva appreso da altri mafiosi e dallo stesso Gaspare Spatuzza, Romeo aggiunge che "era Giuseppe Graviano che andava a trovare il politico con il quale aveva i contatti". Adesso Pietro Romeo e Gaspare Spatuzza saranno interrogati anche dai magistrati delle Procure di Palermo e Caltanissetta che indagano sulle stragi e sulla "trattativa". Spatuzza sarà sentito, per la prima volta, pubblicamente, il 4 dicembre prossimo a Torino nel processo a Marcello Dell'Utri.
Bolzoni and D'Avanzo on the testimony of all four mafia killers involved in the bombings:
Salvatore Grigoli, interrogatorio 5 novembre 2009: "Dalle informazioni datemi (...), le stragi erano fatte per costringere lo Stato a scendere a patti (...) Dell'Utri è il nome da me conosciuto (...), quale contatto politico dei Graviano (...) Quello di Dell'Utri, per me, in quel momento era un nome conosciuto ma neppure particolarmente importante. Quel che è certo è [che me ne parlarono] come [del nostro] contatto politico". E' una scena che trova conferme anche in parole già dette, nel tempo. I ricordi di Giuseppe Ciaramitaro li si può scovare in un verbale d'interrogatorio del 23 luglio 1996: "Mi [fu] detto che bisognava portare questo attacco allo Stato e che c'era un politico che indicava gli obiettivi, quando questo politico avrebbe vinto le elezioni, si sarebbe quindi interessato a far abolire il 41 bis (...). Quando Berlusconi [è] stato presidente del Consiglio per la prima volta, nell'organizzazione erano tutti contenti, perché si stava muovendo nel senso desiderato e [si disse] che la proroga del 41 bis era stata solo per 'fintà in modo da eliminarlo del tutto alla scadenza".
I'm sorry about translations. It's late and I'm falling asleep. Tomorrow.
This is all "de relato" testimony that must be substantiated by "intrinsic and extrinsic" evidence. The testimony of the Gravianos in Palermo next Friday would close the circle definitively, if they decide to collaborate.
Two investigations have been archived in the past due to the maximum terms for investigation. The decrees of archiviation did declare that further evidence had been gathered against the Berlusconi-Dell'Utri group but insufficient to call for a trial. Those cases have apparently been reopened or will be reopened when it becomes opportune for investigators to do so. By this I mean that at times investigators prefer to wait and see if further overridng evidence emerges rather than officially reopen a case. By doing so this avoids the immediate application of some of Berlusconi's draconian pro-mafia legislation designed to hamper investigations once they are officialized. It is for this reason in my opinion that the Florentine procura has not proceeded against Berlusconi. He can simply simmer in his own oil.
Some testimony has been covered by top secrecy as often has been the case in the past.
If Berlusconi felt he was so damned innocent, why doesn't he serenely affront a trial or trials rather than do everything possible to prevent trials and investigations?
I was thinking that even if both would be a high crime, a key difference is whether Berlusconi and Dell'Utri merely suggested targets on request from the mafia for a bombing campaign devised by the Gravianos (or Giovanni Brusca himself), or suggested the bombing campaign to the mafia in the first place. It does seem from the auto-translated quotes that Pietro Romeo is implying the second. *Lunatic*, n. One whose delusions are out of fashion.